Suburra: La serie

Suburra: La serie

Oct. 06, 2017
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Stagioni ed episodi

1Stagione 1 Oct. 06, 2017
2Stagione 2 Feb. 22, 2019

Creator

Cast

Alessandro Borghi isAureliano Adami
Aureliano Adami
Giacomo Ferrara isAlberto 'Spadino' Anacleti
Alberto 'Spadino' Anacleti
Eduardo Valdarnini isGabriele Marchilli
Gabriele Marchilli
Alessandro Bernardini isSaverio Guerri
Saverio Guerri
Filippo Nigro isAmedeo Cinaglia
Amedeo Cinaglia
Claudia Gerini isSara Monaschi
Sara Monaschi
Cristina Pelliccia isCristiana Massoli
Cristiana Massoli
Paola Sotgiu isAdelaide Anacleti
Adelaide Anacleti

Video trailer

Trama

Roma, il crimine e il potere, la politica e la Chiesa. L’intreccio letale di malaffare e finanza torna sotto i riflettori. Oggetto della disputa sono dei terreni sul litorale di Ostia, ma non è solo speculazione edilizia: la mafia ci ha messo gli occhi e punta a costruirvi un porto che dovrebbe essere la testa d’ariete per penetrare nella Capitale. E intanto tre giovani – accomunati da un cattivo rapporto con il padre e dalla propensione alla delinquenza – uniscono i loro destini nel tentativo di smarcarsi ed emergere.

Suburra: La serie – di cosa parla

Ambientata qualche anno prima del film Suburra (2015), Suburra: La serie ne riprende il plot e i personaggi (tra l’altro alcuni di loro interpretati dagli stessi attori, vedi alla voce Curiosità, più sotto), ampliando soprattutto le vicende di tre di loro: due di questi – Aureliano Adami e Spadino Anacleti – provengono da famiglie dedite al malaffare, mentre il terzo – Lele Marchilli (che invece non era nel film) è il figlio di un poliziotto che a insaputa del padre è dedito allo spaccio e ad altri giri loschi, prima di incontrare Aureliano e Spadino e finire in un giro molto più grosso.

Il cuore della vicenda è lo stesso del film: la battaglia tra gruppi di potere per la conquista di determinati terreni sul litorale di Ostia. A questi lotti – in parte proprietà della Chiesa, in parte proprietà degli Adami (la famiglia di Aureliano, che gestisce i traffici della zona di Ostia) – sono interessati tanto lo speculatore Sandro Monaschi, quanto le famiglie mafiose del sud, che operano su Roma attraverso la mediazione del noto faccendiere e criminale chiamato Samurai. Occorre da un lato garantire che la commissione del Vaticano che si occupa della vendita deliberi la vendita, dall’altro assicurarsi che la politica faccia il suo corso, deliberando l’accorpamento dei lotti e le necessarie autorizzazioni edilizie per i progetti.

Tra i due gruppi in concorrenza spietata si infila il terzetto assolutamente inedito rappresentato dai tre giovani – Aureliano, Spadino e Lele. Sfruttando una falla del sistema che intercettano abbastanza casualmente – le peccaminose debolezze di Monsignor Theodosio, che presiede la commissione vaticana – riescono a inserirsi nella contesa a modo loro: con il ricatto e le violenze. Nonostante le loro differenti provenienze – e nonostante le famiglie di Aureliano e di Spadino siano in lotta – i tre faranno squadra, mossi anche dai rispettivi moventi personali che convergono sulla loro voglia di uccidere (simbolicamente e non) i padri, per trovare una loro autonomia e una loro identità.

Alla fine sono proprio i loro tre percorsi personali, seppur strettamente intrecciati, a occupare la scena e Suburra: La serie, molto più del film e del romanzo, finisce soprattutto per raccontare il percorso di formazione perverso e malato di tre giovani uomini non ancora adulti all’interno di un mondo criminale.

I personaggi di Suburra: La serie

Aureliano “numero Otto” Adami (Alessandro Borghi) è il figlio minore di Tullio, capo della banda criminale di Ostia, con il quale ha un rapporto altamente conflittuale ed è fratello di Livia, la figlia maggiore, che a tratti lo difende. Come nel film Suburra Aureliano è una testa calda, uno che ha grossi problemi con l’autorità altrui e con la disciplina necessaria a permettere che la banda paterna compia un salto di livello, dalla piccola criminalità e dal controllo del territorio ai grandi affari che coinvolgono politica e imprenditoria. Ha però anche un cuore tenero che tiene molto nascosto e che mostra in alcune occasioni.

Alberto “Spadino” Anacleti (Giacomo Ferrara) è il fratello minore di Manfredi Anacleti, capo della famiglia di gitani di etnia sinti. Anche lui, come Aureliano, è irrequieto e poco incline a sottostare agli ordini e alle regole della famiglia. Una irrequietezza resa ancor più complicata dalla sua omosessualità, tenuta nascosta e che mai potrebbe essere accettata nell’ambiente da cui proviene.

Gabriele “Lele” Marchilli (Eduardo Valdarnini) è il figlio di Franco, un agente di polizia, e la sua vita dovrebbe essere quella di un ragazzo per bene in grado di realizzare il sogno del genitore: vederlo laureato e funzionario di polizia. Invece è dedito a piccole attività di spaccio che lo porteranno malauguratamente in contatto con il mondo della criminalità più agguerrita.

Sara Monaschi (Claudia Gerini) è una donna in carriera, moglie dell’imprenditore Sandro e prima donna contabile al servizio del Vaticano. Il suo vero ruolo è in realtà quello di far sì che i lotti di terreno a Ostia, in parte proprietà della Chiesa, su cui tutti hanno messo gli occhi, vadano all’azienda del marito, costruttore. Per farlo asseconda (servendosi di Lele) i vizi oscuri di Monsignor Theodosio, a capo della commissione del Vaticano incaricata di occuparsi della vendita dei terreni, ma le cose prenderanno una brutta piega e si troverà a doversi misurare con il cartello mafioso i cui interessi sono rappresentati a Roma da Samurai.

Samurai (Francesco Acquaroli) è l’imperscrutabile figura che tesse le trame del potere criminale romano e che soprattutto agisce per conto della mafia nel tentativo di pilotare politica e finanza per assecondarle a fini altri. È il re di quello che la cronaca definì – con le parole di Carminati, sulla cui figura è ricalcata quella del Samurai – “il mondo di mezzo”: il territorio dove si costruiscono appunto i legami tra il mondo basso della malavita più spietata e il presunto mondo alto dove si trovano le leve del potere. I suoi strumenti sono la corruzione e le minacce, che non esita a mandare a buon fine.

Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro) è un politico di sinistra, eletto al Comune di Roma, che si è lasciato corrompere da Samurai per avidità di potere. Il suo compito – garantire che vengano rilasciati i permessi per i territori di Ostia necessari alla cordata rappresentata da Samurai – è reso più difficile dal fatto che il sindaco di Roma è dimissionario e che pertanto i tempi sono strettissimi.

Curiosità

Del cast del film sono tre gli attori che tornano a interpretare i loro personaggi. Due sono interpreti principali, Alessandro Borghi e da Giacomo Ferrara, nei panni – rispettivamente – di Aureliano e Spadino. Il terzo invece è Adamo Dionisi, che ricopre il ruolo di Manfredi Anacleti, fratello maggiore di Spadino e capo della famiglia di zingari sinti.

Il personaggio di Samurai – che nel film del 2005 era interpretato da Claudio Amendola e che nella serie è invece ottimamente retto da Francesco Acquaroli – è chiaramente ispirato alla figura di Massimo Carminati, che fece parte al gruppo di terrorismo nero dei NAR e fu membro della famigerata banda della Magliana. Già più volte condannato e incarcerato, Carminati sta scontando 20 anni per il suo ruolo nel processo legato all’inchiesta Mafia capitale, cui la serie fa riferimento. Anche in Romanzo criminale (2005) la figura del Nero era ispirata a Carminati (così come lo era poi ovviamente nella serie Romanzo Criminale (2008).

Altrettanto evidenti sono le analogie tra la famiglia Anacleti e quella, reale e nota alla cronaca, del clan dei Casamonica: sinti abruzzesi trasferitisi nella Capitale intorno agli anni ’70 e protagonisti della scena criminale laziale. La lingua che parlano – alternandola al dialetto romanesco e all’abruzzese – è il romaní, antica lingua indoaria usata appunto dai gitani di ceppo rom e sinti.

Suburra: La serie
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Original title Suburra - La serie
TMDb Rating 7.5 36 votes
First air date Oct. 06, 2017
Last air date Feb. 22, 2019
Stagioni 2
Episodi 18
Average Duration 52 minutes

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